Il metodo

Una tesi non è una prova.

Le opinioni sono benvenute. Le affermazioni fattuali, molto di più quando arrivano con una fonte.

Ogni analisi prova a includere questi sette elementi.

Tesi dichiarata

Esplicitiamo l’argomento che intendiamo sostenere. Il lettore deve poterlo riconoscere, discutere e, se le prove lo richiedono, respingere.

Fatti verificabili

Date, numeri e affermazioni fattuali devono poter essere controllati. Indichiamo il contesto necessario per interpretarli. Quando i dati non bastano, scriviamo chiaramente: non lo sappiamo.

Fonti primarie, quando disponibili

Privilegiamo documenti, dati e testi originali. Rendiamo riconoscibili le fonti secondarie e segnaliamo i limiti delle informazioni che utilizziamo.

La migliore obiezione

Affrontiamo la versione più solida dell’argomento contrario. Un’obiezione debole permette una vittoria facile e un’analisi inutile.

Costi e compromessi

Una proposta può avere benefici, costi, rischi ed effetti distributivi diversi. Proviamo a esplicitarli: chi guadagna, chi paga, che cosa si sacrifica e quali incertezze restano.

Fatti, interpretazioni, opinioni

Un dato è un dato. Il significato che gli attribuiamo è un’interpretazione. La scelta che preferiamo è una posizione. Scriviamo in modo che il lettore possa distinguere questi passaggi.

Correzioni pubbliche

Quando un errore richiede una correzione, la rendiamo visibile, indicando che cosa è cambiato e quando. La credibilità richiede anche un modo chiaro di rimediare.

Il metodo serve soprattutto quando la conclusione ci piace.

È lì che controllare costa di più.

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